Quanto consuma un condizionatore?

Quanto consuma un condizionatore?

20 Giugno 2022 Off Di Redazione

Se vi state chiedendo qual è il consumo medio di un condizionatore, probabilmente siete preoccupati per l’impatto che il suo utilizzo potrà avere sulla vostra prossima bolletta della luce. Questo tipo di attrezzatura infatti, è in grado di abbassare la temperatura di un locale, rendendola più confortevole durante i mesi più caldi. Ma come tutti gli elettrodomestici, questo beneficio comporta alcune spese da sostenere, dipendenti da una pluralità di aspetti.

Fortunatamente, si tratta di fattori ampiamente gestibili con una buona regolazione del macchinario ed alcuni accorgimenti all’insegna del risparmio. Nelle prossime righe risponderemo alla domanda iniziale, prendendo in esame le incognite del caso.

Quanto consuma un condizionatore: le stime annuali per efficienza

Una delle variabili più rilevanti nel definire i consumi è la classe energetica dell’impianto di condizionamento (o di climatizzazione, quando esso è preposto anche al riscaldamento ed alla deumidificazione). Questa, espressa con lettere dalla A alla G, offre una valutazione relativa all’energia impiegata ed, in via indiretta, delle dissipazioni.

Per fare un confronto, prendiamo come riferimento un arco di tempo di 1 anno, un fabbisogno annuo di raffreddamento pari a 1300 kWh e una durata di accensione di 4 ore giornaliere nel periodo estivo. In modalità raffrescamento, otteniamo le seguenti stime:
• 160-180 kWh in classe A e SEER intorno a 8,5;
• 250-260 kWh in classe C e SEER uguale a 5;
• 430-450 kWh in classe G e SEER pari a 3.

SEER è il rapporto di efficienza termica stagionale, valido per il periodo estivo, è differente dal termine SCOP,  che invece è riferito al riscaldamento.

Che tipo di condizionatore scegliere in base ai metri quadri?

Secondo assistenzacondizionatoriromaeprovincia.it, impresa specializzata nell’assistenza condizionatori a Roma, da noi consultata per la raccolta di queste informazioni, uno dei criteri più importanti per scegliere gli split (o i dispositivi mobili), è lo spazio degli ambienti da climatizzare. Anche questo permetterà di fare una valutazione approssimativa dei consumi, con un buon margine di attendibilità. 

In base alla superficie calpestabile di una stanza, possiamo dire che per 20-25 mq è sufficiente installare un condizionatore da 7000 BTU (circa 1.7-1.8 kW/h); per aree di 40-45 mq, invece, occorrerà un dispositivo di almeno 12000 BTU (2.8-3.2 kW/h).

Spazi ancora più grandi richiedono soluzioni potenziate. Le attrezzature di ultima generazione arrivano anche a 18000 BTU (4.7 kW/h) e a 24000 BTU (7 kW/h), rispettivamente perfette per ambienti di 50-60 mq e di 85-90 mq.

I valori appena indicati valgono per abitazioni mediamente esposte alla luce solare e con un’adeguata copertura termica. Quanto ai modelli trasportabili, occorre tenere conto delle dispersioni dovute a una non perfetta chiusura di porte e finestre in corrispondenza del tubo di scarico.

Condizionatori d’aria: altri fattori da cui dipendono i consumi

Per quanto importanti, classe energetica, potenza nominale e metro-quadratura non sono le uniche variabili che incidono sull’utilizzo dell’energia; ve ne sono altre e concorrono tutte all’importo in bolletta. Tra queste merita sicuramente un cenno la temperatura impostata per il raffreddamento del locale, che non dovrà mai andare al di sotto di una certa soglia.

Soprattutto per i modelli dotati di inverter (che modificano la potenza in base alla quantità di calore presente), è fondamentale impostare il valore giusto. Una temperatura non adatta alle condizioni iniziali, infatti, può portare a conseguenze negative sulla salute e ad un aumento dei consumi.

In tal caso potete applicare la seguente formula: T=TE/2+10, dove TE sta per temperatura esterna. Rispettare questa semplice regola vi assicureranno comfort, risparmio energetico, efficienza dell’impianto a livelli ottimali e zero rischi per il vostro benessere, a partire dall’eventualità di shock termico.

Ovviamente, anche il tempo di accensione influenza l’entità del dispendio energetico. Più tenete acceso il condizionatore più consumerà, a meno che non lo regoliate su una soglia di potenza inferiore o al minimo.

Ricordate, infine, l’importanza delle condizioni contrattuali e dei prezzi imposti dai fornitori di energia elettrica: ogni gestore propone una cifra a kW, con possibili offerte a discrezione della compagnia. Tenetene conto, prima di ogni acquisto ed, eventualmente, valutate un cambiamento di orari e di piano tariffario.

Contiene partnership in collaborazione con assistenza condizionatore Roma e provincia